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Rep. Ceca - maggior produttore di semi di papavero


Papaver somniferum
Ho ascoltato ieri un interessante reportage di Radio Praga che parlava della coltivazione del papavero nella Rep. Ceca.

Il paese è annoverato tra i più grossi produttori nel mondo, si intende legali. Il papavero è usato per i semi e non per l’oppio, Russia e Polonia ne sono i principali compratori.
Fatto facilmente spiegabile, conoscendo la loro cucina, dove i semi di papavero sono usati per la preparazione di moltissimi dolci come biscotti, brioche, ciambelle e simili.

La coltivazione del papavero nella Rep. Ceca ha una lunga tradizione che dura da più di 200 anni. In seguito al limite imposto dall’Unione Europea sulla quota per la coltivazione della barbabietola da zucchero, il suo posto nei campi è stato occupato dal papavero.

La particolarità del papavero ceco è che la concentrazione di alcaloidi, e precisamente di morfina e di codeina, è molto bassa e ciononostante negli ultimi tempi è nato un fenomeno preoccupante, una vera e propria moda tra i consumatori di droghe illegali, che si accampano con tende nelle vicinanze delle coltivazioni di papavero per usare le sostanze narcotiche, contenute nel succo lattiginoso della pianta. Quando i papaveri maturano questi “campeggiatori” ritornano in città.

“Faust” di Andrej Sokurov


Forse l’ultimo film del regista russo Andrej Sokurov “Faust” parteciperà al festival di Venezia quest’anno. Il film, ispirato ai lavori di Goethe e Thomas Mann e ambientato nel diciannovesimo secolo, tratta il tema della corruzione e esplora i lati oscuri dell’anima umana. La pellicola è stata girata nella Repubblica Ceca e in Islanda in lingua tedesca ed è la parte finale della tetralogia che comprende i pluripremiati “Moloch” (1999), “Il Toro” (2001) e “Il Sole” (2005).

Un altro candidato russo può essere il film “Elena” di Andrey Zvyagintsev che ha vinto il premio speciale della Giuria alla 64esima edizione del Festival di Cannes.

Belintash


Belintash - scale nella roccia.
La foto è stata presa dal sito http://razhodka.com/
Belintash è un piccolo altipiano roccioso di origine vulcanica nel cuore dei monti Rodopi.

Il monumento megalitico cattura l’immaginario con la sua bellezza. Esistono alcune leggende legate a questo luogo. Si narra che qui sono arrivate le acque del diluvio universale e che qui si è fermata l’Arca di Noè. Nella roccia sono visibili anche oggi gli anelli di pietra che legavano le corde della nave.

Gli archeologi che hanno studiato il sito pensano che Belintash è stato un luogo di culto della tribù tracia dei Bessi, forse addirittura il famoso santuario di Dioniso, dove sono state predette le vittorie di Alessandro Magno. Qui sono stati rinvenuti diversi oggetti di cinquemila anni a.C. – un tappo d’argento, una freccia, reti , pesi da telaio, fuso e piatto in ceramica per la fusione del ferro.

Belintash è anche un osservatorio astronomico naturale. Durante l’equinozio, il sole sorge esattamente sopra il picco Sini vryh e tramonta esattamente sopra Karadjov kamyk. Nella roccia sono visibili delle fosse simili a crateri e la loro posizione ricorda le costellazioni dell’Orsa Maggiore e Minore, del Leone e di Orione.

Fotografie di Belintash su Google Immagini
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