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Sonetto sul massacro dei cristiani in Bulgaria - Oscar Wilde


Cristo, vivi davvero? o sono ancor le tue ossa
Irrigidite nel sepolcro scavato dentro la roccia,
E fu la tua resurrezione soltanto sognata
Da colei che l’amore di te da ogni colpa redense?
Poiché qui l’aria orridamente risuona di gemiti umani,
I sacerdoti che invocano il tuo nome vengono uccisi.
Non odi l’amaro straziato lamento
Di coloro i cui figli giacciono sopra le pietre?
Scendi, Figlio di Dio! una tenebra impura
Copre la terra e nella notte senza lume di stelle
Sopra la tua Croce campeggiare la Mezzaluna io vedo.
Se in verità tu squarciasti la tomba,
Scendi, Figlio dell’Uomo, e la tua potenza dimostra,
Perché Maometto non cinga la corona in tua vece.

La poesia si riferisce al massacro di Batak nel 1876 di forse 5.000 uomini, donne e bambini da parte delle truppe musulmane durante la cosiddetta rivolta d'aprile contro l'Impero Ottomano.

CHRIST, dost thou live indeed? or are thy bones
Still straightened in their rock-hewn sepulchre?
And was thy Rising only dreamed by Her
Whose love of thee for all her sin atones?
For here the air is horrid with men’s groans,
The priests who call upon thy name are slain,
Dost thou not hear the bitter wail of pain
From those whose children lie upon the stones?
Come down, O Son of God! incestuous gloom
Curtains the land, and through the starless night
Over thy Cross the Crescent moon I see!
If thou in very truth didst burst the tomb
Come down, O Son of Man! and show thy might,
Lest Mahomet be crowned instead of Thee!

Poems (1881), Oscar Wilde
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