TRADUZIONI
RussoItaliano ItalianoRusso BulgaroItaliano ItalianoBulgaro CecoItaliano SlovaccoItaliano IngleseItaliano

PER CONTRIBUIRE

pagina / 3

Jan Potocki descrive la lotta dei cosacchi


Non voglio dimenticare di dire che i giovani cosacchi mi hanno offerto lo spettacolo di una lotta. La mossa più bella di questo gioco consiste nell’afferrare il proprio avversario per la cintura e quindi nel cadere all’indietro trascinandolo con forza, in modo da scagliarlo oltre la propria testa, facendogli fare così un capitombolo assai violento per rompergli le ossa. Ma un cosacco non è così fragile e questi si rialzavano contenti come se avessero eseguito un semplice passo di danza.



Tra il 1797 e il 1798 Jan Potocky, il celebre autore del "Manoscritto trovato a Saragozza", intraprese un viaggio nelle regioni più meridionali della Russia, durante il quale annotò i costumi delle popolazioni locali, lasciando ai posteri una preziosa testimonianza dei luoghi e del passato nel libro "Nelle steppe di Astrakan e del Caucaso", uscito per la prima volta nel 1829.

Il possibile incontro tra Dickens e Dostoevskij


Nel 2002, sulla rivista The Dickensian, in cui veniva pubblicata la ricerca sulla corrispondenza e le opere di Dickens, è comparso un articolo, in cui era citato un estratto di una lettera, presumibilmente scritta da Fedor Dostoevskij al suo medico curante Stepan Yanovsky nel 1878, nel quale Dostoevskij ricordava il suo incontro con Dickens, avvenuto nel mese di luglio del 1862, nella redazione della rivista letteraria All the Year Round.

Dalla lettera risulta che Dickens durante questo incontro abbia raccontato a Dostoevskij come in lui coesistono due personalità: una benevola e una malvagia.

Ci sono due uomini in me, uno che prova tutto ciò che un uomo dovrebbe provare, e l’altro che prova l’opposto. Da quest’ultimo nascono i miei personaggi malvagi, mentre dal primo, che prova ciò che un uomo dovrebbe, mi faccio guidare nella vita quotidiana.

In risposta Dostoevskij ribatté: «Solo due?».

Successivamente diversi studiosi di Dickens hanno citato questa lettera nei suoi articoli. Nel 2009 la lettera fu ristampata in parte nella biografia di Dickens, scritta da Michael Slater.

Nel 1862, nel corso del suo primo viaggio in Europa, Dostoevskij durante il suo soggiorno a Londra fece visita ad Aleksandr Herzen che, come Dostoevskij, era un grande ammiratore di Dickens. È possibile che fu proprio Herzen ad organizzare l’incontro tra i due scrittori.

Dickens fu uno degli scrittori il cui lavoro ebbe una notevole influenza su Dostoevskij, soprattutto all’inizio della sua carriera letteraria. I temi della “povera gente”, degli “umiliati e offesi”, dell’infanzia, così come l’immagine della vita della grande città sono alla base delle opere di entrambi gli scrittori.

Tuttavia, a parte la citata lettera di Dostoevskij, non esistono altre prove di questo grande evento per la letteratura mondiale e molti studiosi e critici sono addirittura del parere che l’incontro tra i due scrittori non sia altro che una congettura.

Abagar, il primo libro stampato in bulgaro


“Abagar” (latino: Abagarus in onore del leggendario re Abgar V Ukkama*) è un libro di preghiere pubblicato a Roma nel 1651 dal futuro vescovo cattolico di Nicopoli** Filippo Stanislavov ed è considerato il primo libro stampato in bulgaro. Il testo è in cirillico e non in latino.

Si compone di 5 fogli. Il testo è stampato solo su un lato della carta, è in cirillico e ci sono diverse illustrazioni. Contiene preghiere e racconti apocrifi di carattere religioso che si discostano dal dogma cattolico. Forse per questa ragione la Congregazione di Propaganda Fide di Roma ha omesso il suo “imprimatur” sull’edizione. La sua forma stampata doveva svolgere la funzione di “reliquia potente”. Ogni foglio è composto da due pagine suddivise in quattro colonne e ci sono 9 illustrazioni (xilografie con immagini di santi). Il titolo con il quale è noto il libro proviene dal messaggio apocrifo, contenuto nel testo, del re di Edessa Abgar a Gesù. La leggenda vuole che Abgar, re di Edessa, fosse affetto da una malattia incurabile. Avendo sentito parlare dei miracoli praticati da Gesù, gli scrisse riconoscendone la natura divina, chiedendogli aiuto e offrendogli asilo nel proprio palazzo. La tradizione vuole che Gesù abbia declinato l’invito non potendo Egli predicare fuori da Israele, ma che abbia promesso di inviare uno dei suoi discepoli, dotato del suo stesso potere, dopo la sua ascensione al cielo. Questo testo, considerato apocrifo già all’inizio del IV secolo, divenne la base di numerosi testi apotropaici diffusi in tutta Europa, usati come amuleti per proteggersi da malattie, per favorire la fertilità e per proteggersi, durante i viaggi, da tutti i mali. Il libro contiene quattro articoli introduttivi, venti preghiere ed una postfazione.

Il libro era destinato ad essere indossato come amuleto, “reliquia forte”, sotto forma di rotolo avvolto intorno alla vita o intorno alla mano sinistra. Nella postfazione del libro l’autore è chiamato “Vescovo della Grande Bulgaria”. Abagar è stampato come pergamena su cinque grandi fogli di carta con una larghezza di 44,5 centimetri e una altezza di 33,5 centimetri. I caratteri in cirillico e le illustrazioni furono realizzati dal noto incisore francese Robert Granjon (1582) su commissione del Papa Gregorio XIII.

Ad oggi nel mondo sono conosciute 7 copie del libro, una delle quali è a disposizione del pubblico in Bulgaria nella Biblioteca Nazionale “SS. Cirillo e Metodio”.

———
* Abgar V Ukkama – fu sovrano di Osroene, l’antico regno della Mesopotamia con capitale Edessa, dal 4 a.C. al 7 d.C e poi nuovamente dal 13 al 50 d.C. Alla sua figura storica è legata la “leggenda di Abgar”, riguardante il “mandylion”, una presunta raffigurazione del volto di Gesù.

** Nicopoli – città della Bulgaria settentrionale, nella Provincia di Pleven, sulla riva destra del Danubio.

(Liberamente tradotto da Wikipedia)
Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons - CC BY-SA 3.0
pagina / 3
© 2000-2022 Emilia Vinarova. Tutti i diritti riservati.